Capitolo 7
“E’ tardi” disse
lui alzandosi e incamminandosi verso la macchina. Io rimasi ancora un po’ a
guardare il tramonto.
“Vieni?” disse lui da due o tre metri lontano da
me. Io mi alzai piano, guardai ancora verso l’orizzonte e poi mi messi a
camminare verso di lui.
Fermò la macchina e io aprì gli occhi. Mi ero
quasi addormentata. Aprì la porta e il vento freddo della sera mi fece aprirgli
meglio.
“Grazie!” dissi io voltandomi dalla sua parte,
sorridendoli. “Di tutto” aggiunsi dopo.
“Di niente piccola. Vai a dormire, ancora un po’ e
cadi” disse lui guardando la porta della mia casa.
“Ok. Buona notte!” dissi io avvicinandomi a lui e
dandogli un piccolo bacio sulla guancia.
“Notte!” disse lui.
Entrai in casa e lo salutai con la mano, dopo di
che lui partì e io chiusi la porta.
“Sono arrivata, papà!” dissi urlando. Vedi la luce
accesa in cucina. Entrai là e mio padre stava cucinando.
“Ehi! Dove sei stata tutto il giorno?” mi chiese
lui, guardandomi da capo a piedi. Ero ancora un po’ bagnata dopo il tuffo.
“Non lo vorresti nemmeno sapere!“ dissi io ridendo
“Vado a cambiarmi, poi vengo a mangiare che ho fame”.
Mi messi il pigiama e controllai le chiamate sul
telefono, buttandomi a pancia in giù nel letto. Avevo cinque chiamate perse da
Cher e una da mia madre. L’avrei chiamata il giorno dopo. Messi il telefono sul
comodino e mi messi a guardare il tetto, pensando a oggi. Così mi
addormentai...
La mattina mi svegliai e guardai l’orologio: erano
le dieci. Menomale non è venuto nessuno a svegliarmi, dopo il giorno di ieri
ero molto stanca, ma soprattutto felicissima! Andai in bagno: mi lavai, mi
pettinai e mi feci una treccia a caso. Mi messi dei leggings blu scuro, una
maglia bianca e scesi. Passai davanti al salone senza guardare e andai in
cucina sperando che mio padre mi avesse preparato qualcosa da mangiare.
“Papà! Ma dove sei?” dissi io uscendo dalla cucina
e andando in salone. Sul divano a guardare la partita di ieri sera c’era mio
padre e Zayn.
“Ciao!” dissi io sedendomi sulla poltrona davanti
alla finestra.
Nessuno che mi rispondeva. Ok! Vediamo: come
potevo farli parlare?
“Papà, ieri mi ha telefonato la mamma” dissi,
cercando di farlo parlare. Certo che siccome nessuno di loro ha visto la
partita ieri, uno perché era al lavoro e l’altro perché era con me, adesso
erano attentissimi.
“Sì sì, va bene” disse mio padre senza degnarmi di
uno sguardo.
Presi il telefono e chiamai Cher:
“Ciao, Cher!” dissi quando lei rispose alla mia
chiamata.
“Ehi, ciao! Come stai?” mi chiese lei.
“Bene. Senti, qua in casa, nessuno mi degna di una
sguardo.” dissi urlando un po’ per farli capire che stavo parlando di loro “Ti
va se andiamo a fare shopping?” gli chiesi.
“Claire, puoi andare in cucina, non sentiamo la
partita” disse mio padre, fregandosi di quello che avevo appena detto.
“Ahahahaha, ma con chi è tuo padre?” rise lei,
sentendo la risposta di mio padre. Io mi alzai e andai in camera mia.
“Con Zayn” dissi io lanciando un’ultima occhiata
al salone e dopo chiusi la porta della mia camera.
“Zayn?? Cosa ci fa lui a casa tua?”
“Te lo spiego dopo, vieni?” chiesi io.
“Certo, ti aspetto alla fermata che c’è davanti
alla scuola.” disse lei e riattaccò.
Mi messi dei pantaloncini azzurro chiaro, una
maglietta rosa chiaro con delle scritte in nero, sopra una giacchetta beige di
quelle fino alla vita e delle ballerine quasi lo stesso colore. Presi una borsa
rosa chiaro e messi dentro il mio telefono, il portafogli e, dopo avermi
truccato molto semplice, messi dentro anche il mascara, la matita nera e il
lucidalabbra.
Scesi le scale e quando aprì la porta due teste si
girarono.
“Dove vai?” chiese mio padre guardandomi.
Io andai da loro e mi messi davanti alla
televisione, certo si erano accorti di me perché c’era la pubblicità.
“Sbaglio o ero qui quando ho parlato al telefono
con Cher e abbiamo deciso che vado con lei a fare shopping visto che nessuno di
questa casa mi degna di uno sguardo?” dissi io guardandoli.
“Ah.” disse mio padre “Dove andate?”
“Penso che al Mall, dove se no?” chiesi facendo la
faccia del ‘ma papà ci sei oggi?’.
“E chi vi porta fino al Mall?” chiese lui.
“Andiamo con il bus” dissi io camminando verso la
porta.
“Vi porto io, se vuoi.” disse Zayn alzandosi e
venendomi contro.
“Certo, adesso non sono più invisibile” dissi
uscendo di casa.
Cominciai a camminare verso la scuola e Zayn
guidava piano sulla strada al mio fianco.
“Vieni?” disse fermandosi.
Entrai in macchina e non lo degnai di una sguardo,
faccio come aveva fatto lui con me quella mattina.
“Bella la partita?” chiesi guardando dalla
finestra.
“E dai! Non mi parlerai tutto il giorno?” mi
chiese.
“Bella la partita?” richiesi io.
“Scusa, ma non volevo disturbare tuo padre
dicendoti ‘Piccola, come stai?’.” disse lui cercando la mia mano, che io spostai
sulla borsa.
“Bella la partita?” volevo la risposta a quel
domanda, non una spiegazione!
Fece una risata amara “Continuerai a farmi questa
domanda finché non ti risponderò?”.
“Bella la partita?”. Cavolo ma sapeva dire sì o
no??
“Sì, ma non quanto te arrabbiata adesso.” disse.
“Sì sì, va bene” dissi io scendendo dalla macchina
per cercare Cher nel cortile della scuola, visto che nella fermata non c’era.
“Claaaairee!” disse lei correndomi contro.
“Cher!” disi io abbracciandola.
“Alla fine ti hanno degnato di uno sguardo?” disse
lei guardando Zayn appoggiato alla porta della macchina.
“Sì, ma forse perché era finita la partita” dissi
io arrabbiata.
“Ci porta lui?” chiese Cher quando fummo davanti
alla macchina.
“Sì” dissi io.
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