Capitolo 6
Dopo un lungo
silenzio, in cui lui non mi aveva dato una risposta, fermò la macchina. Fuori
dal finestrino di vedeva una bellissima spiaggia. Era piuttosto caldo fuori ma
quella spiaggia era vuota. Era un qualcosa di romantico là, ma non capivo cosa
fosse. Girai la testa verso Zayn e vidi che mi stava osservando.
“Sei ancora
arrabbiato con me?” chiesi io guardandomi le mani. Non riuscivo a guardarlo in
quei suoi occhioni color nocciola.
“Non sono
arrabbiato con te. Non ti ho dato alcuna risposta perché sapevo che se avrei
risposto di no, tu avresti continuato a chiedermi dove andassimo e alla fine ti
saresti arrabbiata con me perché non te lo avrei detto.” mi disse lui
sorridendo.
Io lo guardai e
messi il muso, fingendo di essere arrabbiata con lui. Mi tolsi la giacca e uscì
dalla macchina.
“Dove vai?” disse
lui uscendo e venendomi contro.
“Lasciami stare!”
dissi io, nascondendo una fortissima risata, che se sarebbe uscita avrei
rovinato lo scherzetto.
Cominciai a
camminare nella sabbia dorata guardando il mare. Splendeva sotto i raggi caldi
del sole. Aveva un colore verde, che se mi sarei avvicinata ancora un po’ avrei
visto la sabbia sotto. Era un mare tipo quello dove Jack ha lasciato Penelope
nel film I Pirati dei Caraibi 4. Lo avevo visto una settimana prima di venire a
vivere qui. Mi girai e vidi che Zayn era a quattro passi distante da me. Anche
lui guardava il mare. Non avevo neanche notato come era vestito oggi: indossava
un maglia bianca a maniche corte, dei jeans beige e delle scarpe Adidas quasi
lo stesso colore dei pantaloni. Vide che lo stavo guardando e incrocio il mio
sguardo. Io mi girai e continuai a camminare.
“Ti sei
arrabbiata con me per il scherzetto?” disse lui alle mie spalle, dopo un po’.
Non lo avevo neanche sentito. Io cominciai a ridere e mi girai verso di lui.
“Non ci credo! Ci
sei cascato! Ahahahaah, no! Ma non ci posso credere!” dissi io tenendomi la
pancia per le risate. Avevo le lacrime, tanto ridevo.
“Faresti bene a
correre” disse lui con un sorriso malizioso. Io la smessi di ridere e lo
guardai seria. Poi cominciai a correre il più forte possibile, ma inutile tanto
era più veloce di me e mi raggiunse. Mi prese dalle ginocchia e mi messe sopra
la sua spala con la testa che guardava dietro lui. Mi accorsi che stava
entrando in acqua solo quando vidi che sotto al mio sguardo splendeva il
bellissimo colore verde del mare.
“Zayn, dove mi
stai portando?” dissi io preoccupata. Mi alzai appoggiandomi con le mani sulla
sua spalla e guardai davanti. Lui mi prese e mi fece cadere tra le sue braccia:
con la mano destra mi teneva per le ginocchia e quella sinistra era sotto la
mia schiena.
“Adesso rido io”
disse lui. Era entrato in acqua fino alla vita. Ad un certo punto mi alzò un
po’ e poi mi buttò in acqua. Caddi in acqua con un tonfo. Ma era bellissima!
Poi non era così alta. Mi alzai in piedi e cercai con lo guardo Zayn che aveva
cominciato a correre verso la spiaggia.
“Adesso ti
ammazzo!” urali io andandogli contro, e, quando fui abbastanza vicina, salì
nella sua schiena e lui mi prese per i ginocchi facendo in modo che non caddi.
Ridemmo insieme per un po’, poi quando eravamo giunti sulla spiaggia mi fece
cadere piano dalla sua schiena e io mi sedetti per terra.
“Sono bagnata
fradicia!” dissi io accusandolo.
“Colpa mia?”
disse lui mettendosi accanto a me.
“Certo! Sei tu
quello che mi ha buttato in acqua! Ti accuso!” dissi ridendo e spingendolo
indietro con l’indice.
“Se tu non mi
avresti fatto quel scherzo, non ti avrei buttato in acqua” disse lui.
“Se tu non mi
avresti fatto pensare che fossi arrabbiato con me, io non avrei fatto quel
scherzo” ribattei io. Fu un piccolo silenzio che poteva diventare lungo ma lo
interrompi io “E non hai con cosa ribattere!” dissi. Infatti non disse più
nulla. Si sentiva soltanto il rumore delle onde. Mi appoggiai sulla spala
destra di Zayn e alzai lo sguardo per vedere cosa stesse facendo: stava
guardando il mare. Anche io fissai il mare.
“E’ bellissimo
qua” gli dissi. “Non è neanche molta gente o traffico. Come hai scoperto questo
posto?” gli chiesi io.
“Ero arrabbiato
con Harry perché aveva baciato la mia ragazza così ho cominciato a guidare
senza sapere dove andavo. Alla fine ho visto questo posto così vuoto e calmo.”
disse fissando l’orizzonte.
“Ah, mi dispiace”
dissi io a bassa voce.
“Naah, è stato
quasi due anni fa. Non l’ho mai fatto vedere a nessuno, sai? Avevo paura che mi
rubassero anche questo posto, facendolo diventare una normalissima spiaggia
dove vai e vieni quando vuoi.”
“E perché a me
l’hai fatta vedere?” chiesi io alzando la testa e guardandolo.
Lui mi guardò e
disse “Perché mi fido di te”.
“Ma se mi conosci
da poco!” gli diedi una pugno piano sulla spalla.
“Ma ho fiducia in
te” disse guardandomi dritto negli occhi.
Eravamo a cinque
centimetri distanti uno dall’altro. Non riuscivo a staccare gli occhi dai suoi.
Si avvicinò di più a me, pian piano, fino a trovarci a un centimetro di
distanza. Il cuore mi batteva all’impazzata, lo sentivo. Stava per uscire dal
mio petto. Zayn mi prese il viso tra le mani e le sue labbra si posarono
delicatamente sulle mie, che giuro tremavano. Sentì il suo cuore battere forte
quanto il mio. Desideravo che quel bacio non finisse più. Tutto quello che ci
circondava non aveva alcun importanza. Sentivo il vento caldo sulla mia faccia
e le onde che andavano a sbattere contro la sabbia. Alla fine Zayn si staccò e io
aprì gli occhi. Lui mi sorrise io appoggiai la testa contro il suo petto.
Sentivo il suo cuore battere fortissimo e sentì delle farfalle nella pancia.
Lui mi strinse a se e le sue labbra toccarono i miei capelli.
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