Capitolo 5
Non appena ci
sedemmo i ragazzi si sedettero anche loro. Io guardai Cher, ma ormai stava già
parlando con Louis.
“Ehi!” mi disse
Zayn, abbracciandomi. Ok, e questo cos’è stato?
“Ciao” dissi io,
sorridendoli.
“Ciao ragazzi!”
dissero Niall e Harry in coro, quando ci raggiunsero.
“Ciao!” dissi io
salutandoli.
“Wow, siamo
tanti!” disse Cher con un gran sorriso stampato in faccia. Eravamo in sei.
“Sì, vedrai
quanti saremmo quando arriveranno anche Liam con Danielle.” disse Louis “Chissà
dove sono..” disse facendo lo sguardo di ‘sì,
ma noi lo sappiamo’. Incominciammo tutti a ridere. Alla fine guardai Niall
e vedi che anche lui mi guardava. Abbassai lo sguardo e sentì un calcio sotto
il tavolo: era di Cher, avevo visto la punta della sua scarpa. La guardai e mi
fece vedere che era tanto felice con Louis e io le sorrisi. Era bello vedere la
migliore amica, sì considero già Cher una vera amica, felice!
”Eccoci!” disse
un ragazzo riccioluto, mano nella mano con una ragazza.
“Liam, Danielle,
vi presento Claire” disse Zayn, al mio fianco.
“Piacere” dissero
Liam e Danielle in coro.
“Ehi...” era una
voce calma... che cercava di svegliarmi! Odio quando qualcuno cerca di svegliarmi
la mattina, non mi piace! “Ehi!” disse più forte. “Ma niente! Come fa tua madre
a svegliarti ogni mattina?” ah, era mio padre.
“Sì..” dissi io
girandomi dall’altra parte. “Cosa c’è?”
“C’è qualcuno che
ti cerca, su alzati!” disse lui.
“A quest’ora?”
dissi io nervosa, coprendomi con la coperta.
“Come quest’ora?”
disse lui togliendomi “Sono le dieci di
mattino, dai alzati! Io devo andare al lavoro e tu devi scendere, quindi vai
giù, muoviti.” Disse mio padre uscendo dalla camera.
Andai in bagno: mi
lavai, mi pettinai e raccolsi i capelli in una coda di cavalo, alta. Mi messi
dei leggings neri e una felpa rossa della Duff e scesi.
“Ciao ragazzi, io
vado!” disse papà, uscendo.
“Ciao papà!” dissi
io entrando in salone.
Era Zayn. Ma cosa
faceva qui?
“Buongiorno
dormigliona!” disse lui nascondendo una risata.
“Che modesto.
Cosa sei venuto a fare? A svegliarmi?” dissi io scherzando.
“No. Sono venuto
a portarti fuori a fare una passeggiata, ti va?” mi chiese lui, sorridendo. Non
potevo respingerlo, poi con quel sorriso..
“Certo! Ma, visto
che mi hai svegliata, mi devi almeno dieci minuti!”
“Ok ok!” disse
lui alzando gli occhi al cielo.
“E non fare
quella faccia!” urlai io ridendo, salendo le scali in camera mia.
Mi cambiai
velocemente. Optai per dei pantaloncini marroni chiaro di pelle, sopra i leggings
che avevo. Una maglietta bianca con scritto ‘I
love Britsh boys’, la mia giacca di pelle marroncino chiaro e le scarpe
della Adidas bianche. La coda la lasciai così. Messi un strato di matita nera,
il mascara un lucidalabbra e scesi.
“Eccomi!” dissi
sorridendo. Entrai in cucina, seguita da Zayn.
“Che fai?” mi
chiese lui. Io nel frattempo presi il mio telefono dal tavolo e lo spinsi fuori.
“Fuori!” dissi io
aprendo la porta.
“Ok..” disse lui
uscendo.
Davanti a casa
mia era parcheggiato il solito Mini Cooper con la bandiera dell’Inghilterra
sopra. Io amavo quel tipo di macchina!
“E’ tua?” chiesi
io meravigliata. Be’ io ho detto che amavo quel tipo di macchina.
“Sì! Ti piace?”
chiese lui aprendomi la porta del passeggero.
“No, non mi
piace. La amo!” dissi entrando.
Entrò anche lui
ridendo e avviò il motore.
“Dove andiamo?”
chiesi io curiosa come sempre.
“Vedrai!” disse
lui.
“No, ti prego!”
dissi nervosa. Io non amo per niente le sorprese! Mi tangono in suspense, e
quindi non so cosa succederà e divento nervosa.
“Cosa?” chiese
lui preoccupato.
“Una cosa che
devi sapere su di me è che non amo le sorprese. Divento nervosa” gli dissi e
lui iniziò a ridere.
“Non m’interessa.
Non te lo dico!” disse lui guardando davanti, la strada. Ad un ratto si fermò e
io guardai dalla finestra, ma ci eravamo soltanto fermati al semaforo. Mi
avvicinai a lui e feci la faccia da cucciolo.
“Ahahahaah, tanto
con me non va!” disse ridendo. Mi avvicinai di più e mi trovai a cinque
centimetri dal suo viso.
“Ti prego, ti
prego, ti pregoo!” dissi facendo la vocina da bambina piccola.
“No.” disse lui.
“Uff, ma sei
proprio...” mi fermai per non offenderlo.
“Sono proprio,
cosa?” disse lui girandosi verso di me e, senza che io lo notasti, cominciò a
farmi il solletico.
“No, no, ti
prego, basta!” dissi io ridendo e lui si fermò, cominciando a guidare.
“Allora? Sono
cosa?”
“Volevo dire
stronzo, ma diciamo che sei un idiota” dissi sorridendoli. Speravo non si
offendesse. Per un po’ fu un lungo silenzio mortale. Ero imbarazzata, forse se
l’aveva presa con me, quindi decisi di chiederlo.
“Ti sei
arrabbiato?” chiesi voltando la testa a sinistra, verso di lui. Ma non rispose.
“Scusa! Non volevo dire idiota in quel senso.”
“Ah no?” chiese
lui.
“Certo! Volevo
dirlo nel senso che mi stai simpatico e sei divertente. Non volevo offenderti.”
dissi io abbassando lo sguardo.
___________________________________
Spazio per me: Ok, in questo capitolo succede che si arrabbiano, ma non so se rimarranno o no così per un po'. Vediamo che idee mi vengono ;) Spero vi piaccia. Lasciate commenti :)
Nessun commento:
Posta un commento