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30 marzo 2012

Capitolo 5

Capitolo 5

Non appena ci sedemmo i ragazzi si sedettero anche loro. Io guardai Cher, ma ormai stava già parlando con Louis.
“Ehi!” mi disse Zayn, abbracciandomi. Ok, e questo cos’è stato?
“Ciao” dissi io, sorridendoli.
“Ciao ragazzi!” dissero Niall e Harry in coro, quando ci raggiunsero.
“Ciao!” dissi io salutandoli.
“Wow, siamo tanti!” disse Cher con un gran sorriso stampato in faccia. Eravamo in sei.
“Sì, vedrai quanti saremmo quando arriveranno anche Liam con Danielle.” disse Louis “Chissà dove sono..” disse facendo lo sguardo di ‘sì, ma noi lo sappiamo’. Incominciammo tutti a ridere. Alla fine guardai Niall e vedi che anche lui mi guardava. Abbassai lo sguardo e sentì un calcio sotto il tavolo: era di Cher, avevo visto la punta della sua scarpa. La guardai e mi fece vedere che era tanto felice con Louis e io le sorrisi. Era bello vedere la migliore amica, sì considero già Cher una vera amica, felice!
”Eccoci!” disse un ragazzo riccioluto, mano nella mano con una ragazza.
“Liam, Danielle, vi presento Claire” disse Zayn, al mio fianco.
“Piacere” dissero Liam e Danielle in coro.

“Ehi...” era una voce calma... che cercava di svegliarmi! Odio quando qualcuno cerca di svegliarmi la mattina, non mi piace! “Ehi!” disse più forte. “Ma niente! Come fa tua madre a svegliarti ogni mattina?” ah, era mio padre.
“Sì..” dissi io girandomi dall’altra parte. “Cosa c’è?”
“C’è qualcuno che ti cerca, su alzati!” disse lui.
“A quest’ora?” dissi io nervosa, coprendomi con la coperta.
“Come quest’ora?” disse lui togliendomi  “Sono le dieci di mattino, dai alzati! Io devo andare al lavoro e tu devi scendere, quindi vai giù, muoviti.” Disse mio padre uscendo dalla camera.
Andai in bagno: mi lavai, mi pettinai e raccolsi i capelli in una coda di cavalo, alta. Mi messi dei leggings neri e una felpa rossa della Duff e scesi.
“Ciao ragazzi, io vado!” disse papà, uscendo.
“Ciao papà!” dissi io entrando in salone.
Era Zayn. Ma cosa faceva qui?
“Buongiorno dormigliona!” disse lui nascondendo una risata.
“Che modesto. Cosa sei venuto a fare? A svegliarmi?” dissi io scherzando.
“No. Sono venuto a portarti fuori a fare una passeggiata, ti va?” mi chiese lui, sorridendo. Non potevo respingerlo, poi con quel sorriso..
“Certo! Ma, visto che mi hai svegliata, mi devi almeno dieci minuti!”
“Ok ok!” disse lui alzando gli occhi al cielo.
“E non fare quella faccia!” urlai io ridendo, salendo le scali in camera mia.
Mi cambiai velocemente. Optai per dei pantaloncini marroni chiaro di pelle, sopra i leggings che avevo. Una maglietta bianca con scritto ‘I love Britsh boys’, la mia giacca di pelle marroncino chiaro e le scarpe della Adidas bianche. La coda la lasciai così. Messi un strato di matita nera, il mascara un lucidalabbra e scesi.
“Eccomi!” dissi sorridendo. Entrai in cucina, seguita da Zayn.
“Che fai?” mi chiese lui. Io nel frattempo presi il mio telefono dal tavolo e lo spinsi fuori.
“Fuori!” dissi io aprendo la porta.
“Ok..” disse lui uscendo.
Davanti a casa mia era parcheggiato il solito Mini Cooper con la bandiera dell’Inghilterra sopra. Io amavo quel tipo di macchina!
“E’ tua?” chiesi io meravigliata. Be’ io ho detto che amavo quel tipo di macchina.
“Sì! Ti piace?” chiese lui aprendomi la porta del passeggero.
“No, non mi piace. La amo!” dissi entrando.
Entrò anche lui ridendo e avviò il motore.
“Dove andiamo?” chiesi io curiosa come sempre.
“Vedrai!” disse lui.
“No, ti prego!” dissi nervosa. Io non amo per niente le sorprese! Mi tangono in suspense, e quindi non so cosa succederà e divento nervosa.
“Cosa?” chiese lui preoccupato.
“Una cosa che devi sapere su di me è che non amo le sorprese. Divento nervosa” gli dissi e lui iniziò a ridere.
“Non m’interessa. Non te lo dico!” disse lui guardando davanti, la strada. Ad un ratto si fermò e io guardai dalla finestra, ma ci eravamo soltanto fermati al semaforo. Mi avvicinai a lui e feci la faccia da cucciolo.
“Ahahahaah, tanto con me non va!” disse ridendo. Mi avvicinai di più e mi trovai a cinque centimetri dal suo viso.
“Ti prego, ti prego, ti pregoo!” dissi facendo la vocina da bambina piccola.
“No.” disse lui.
“Uff, ma sei proprio...” mi fermai per non offenderlo.
“Sono proprio, cosa?” disse lui girandosi verso di me e, senza che io lo notasti, cominciò a farmi il solletico.
“No, no, ti prego, basta!” dissi io ridendo e lui si fermò, cominciando a guidare.
“Allora? Sono cosa?”
“Volevo dire stronzo, ma diciamo che sei un idiota” dissi sorridendoli. Speravo non si offendesse. Per un po’ fu un lungo silenzio mortale. Ero imbarazzata, forse se l’aveva presa con me, quindi decisi di chiederlo.
“Ti sei arrabbiato?” chiesi voltando la testa a sinistra, verso di lui. Ma non rispose. “Scusa! Non volevo dire idiota in quel senso.”
“Ah no?” chiese lui.
“Certo! Volevo dirlo nel senso che mi stai simpatico e sei divertente. Non volevo offenderti.” dissi io abbassando lo sguardo.
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Spazio per me: Ok, in questo capitolo succede che si arrabbiano, ma non so se rimarranno o no così per un po'. Vediamo che idee mi vengono ;) Spero vi piaccia. Lasciate commenti :)

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